Sessioni

Tutte le sessioni saranno registrate e fruibili gratuitamente ai partecipanti della conferenza

Usare System Center 2012 Operation Manager per il monitoring di infrastrutture virtuali (Hyper-V, VMware, Xen) e fisiche  |  VC20


System Center 2012 Operations Manager permette di monitorare integralmente l’infrastruttura IT, è possibile infatti monitorare i server (sia con Sistema Operativo Microsoft che Unix/Linux), l’infrastruttura di rete (Router, switch, apparati), gli applicativi Microsoft (SQL, Exchange, Active Direcory …) gli applicativi non Microsoft (Oracle, Java, …). La sessione analizza come implementare un’infrastruttura di monitoraggio focalizzando principalmente sul monitoraggio degli ambienti virtuali.


Cosa imparerò in questa sessione?

Alla fine di questa sessione avrete imparato cosa può fare System Center 2012 Operations Manager per monitorare tutto il vostro ambiente IT.

Corrado Mollica

Corrado Mollica

Senior Systems Engineer & Operations Manager
Pulsar IT
David Papini

David Papini

Executive Consultant & General Manager
Pulsar IT
Argomenti

1. Architettura di System Center 2012 Operations Manager
    a. Monitoraggio di ambienti non trusted (DMZ, macchine fuori dominio)
    b. I Management Pack
3. Monitoraggio dei principali Workload
    a. Sistema Operativo
    b. Active Directory
    c. Exchange
    d. SQL
4. Monitoraggio degli ambienti virtuali con i Management Pack per la virtualizzazione
    a. Monitoraggio degli Host Fisici
    b. Monitoraggio dei Cluster
    c. Monitoraggio delle Macchine Virtuali
    d. Integrazione con System Center 2012 Operations Manager

Dynamic Application Delivery con System Center 2012 Configuration Manager  |  VC56


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
System Center 2012 Configuration Manager stravolge completamente le funzionalità di Software Distribution introdotta da SMS 2003 e perfezionate da SCCM 2012.
Con SCCM 2012 è possibile gestire integralmente (e automaticamente) il ciclo di vita delle applicazioni, dal rilascio (gestendo eventuali pre-requisiti), all’aggiornamento al ritiro dell’applicazione per sostituirla con la versione più recente.
Vedremo in particolare le varie metodologie di deploy dell’applicazione: installazione lcassica, distribuzione in streaming tramite le funzionalità (integrate in SCCM 2012) di Application Virtualization o l’installazione su device mobili. Queste metodologie possono essere applicate indifferentemente a seconda dello scenario.


Fabrizio Grossi

Fabrizio Grossi

Trainer, Consultant
iCubed
Argomenti

1. Gestione del ciclo di vita dell’applicazione
2. Creazione di un’applicazione
3. Metodologie di distribuzione dell’applicazione
4. Scenari di applicazione delle varie metodologie

Virtualizzare SQL Server con Hyper-V  |  VC55


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
SQL Server può essere installato con un insieme di servizi (Reporting Services, Integration Services e Analysis Services) che vanno presi nella giusta considerazione se si pianifica la virtualizzazione di tali istanze. Diverse necessità di I/O, di CPU e di memoria, in funzione del tipo di carico, fanno sì che la pianificazione e l’opportunità stessa di virtualizzare non si possano limitare alla semplice richiesta di quanta RAM è necessaria e quanti processori assegnare. Questa sessione mostrerà una panoramica degli elementi da considerare e fornirà una guida pratica in una serie di scenari tipo.


Cosa imparerò in questa sessione?

Come valutare la fattibilità per la virtualizzazione di SQL Server, e quali sono le Best Practice da adottare.

Marco Russo

Marco Russo

Consultant and Trainer
DevLeap
Argomenti

1. principi per virtualizzare workload applicativi
2. pattern di utilizzo delle risorse hardware delle piattaforme di virtualizzazione
3. Best Practice per la virtualizzazione di SQL

Backup e Disaster Recovery di Private Cloud con System Center 2012 Data Protection Manager  |  VC21


La sessione analizza le problematiche di Backup e Disaster Recovery di un’architettura virtuale: vedremo in che casi conviene fare un backup completo di tutta la Virtual Machine, e in che casi conviene fare un backup logico dei dati all’interno della VM. Analizzeremo inoltre i rischi di corruzione a cui si va incontro utilizzando certe tipologie di Backup non autorizzato (es: Active Directory, SQL, Exchange).
In questa sessione verrà mostrato come utilizzare System Center Data Protection Manager per scenari di Backup/ Recovery sia dell’architettura di virtualizzazione che dei dati logici all’interno delle Virtual Machine. Nel corso della presentazione saranno elencate delle best practice architetturali, implementative e di gestione per un’implementazione ottimale di DPM che sia al contempo supportata da Microsoft.
Termineremo con le principali best practice per il dimensionamento e il tuning di un’architettura di Backup/Recovery in ambiente cluster basato su CSV.


Cosa imparerò in questa sessione?

Dopo questa sessione avrete le idee più chiare sulla tipologia di backup da utilizzare e avrete visto come implementare il backup tramite DPM e come risolvere le principali problematiche di dimensionamento / tuning soprattutto in ambienti cluster che usano CSV.

Domenico Irilli

Domenico Irilli


Microsoft
Argomenti

1. Filosofia del backup: backup della VM vs Backup Logico dei dati
2. Tecnologie abilitanti: Volume Shadow Copy Service (VSS) e VSS Writer
3. DPM
    a. Architettura
    b. Backup dei workload principali: File Server, SQL
    c. Backup degli ambienti virtuali: VM
    d. Scenari di recovery
    e. Problematiche in ambiente CSV
    f. Dimensionamento con DPM Storage Calculator

Gestione e protezione completa di Private Cloud con System Center 2012 Configuration Manager  |  VC19


La filosofia (e l’ambizione) di SCCM 2012 è di essere la piattaforma con cui la funzione IT gestisce tutti gli aspetti di un’infrastruttura distribuita geograficamente (in ambienti LAN, WAN classici o in reti private Cloud) costituita da utenti, client, server e applicazioni. Nella sessione i partecipanti avranno modo di vedere i processi tipici dell’IT (installazione di macchine client, Help Desk, deployment, sicurezza degli endpoint, aggiornamento e patching di sistemi operativi e applicazioni, inventario, gestione licenze) con gli “occhiali” di SCCM 2012.
La sessione fornirà una panoramica delle funzionalità di deployment, amministrazione e configurazione dell’infrastruttura lato server e client. I partecipanti avranno modo di approfondire la relazione tra i vari componenti di SCCM 2012 e tra SCCM 2012 e gli altri prodotti della famiglia System Center (SC OM, SC DPM, SC VMM).
Vedremo anche la possibilità, molto interessante, di estendere SCCM 2012 per la gestione di ambienti Linux o Open Source.


Cosa imparerò in questa sessione?

Al termine della sessione i partecipanti avranno una comprensione d’insieme del ruolo di System Center Configuration Manager nella gestione dei cambiamenti e della configurazione di infrastrutture basate su piattaforma Microsoft.

David Papini

David Papini

Executive Consultant & General Manager
Pulsar IT
Argomenti

1. Desired Configuration Management
2. Inventario
3. Distribuzione Software
4. Software Updates Management
5. Asset Intelligence
6. Deploy di sistemi operativi
7. Integrazione Forefront Endpoint Protection (FEP)

Misurare le prestazioni di una infrastruttura virtuale e scoprire colli di bottiglia  |  VC11


Chi #@**0! è che sta usando tutta la ram o tutta la CPU della nostra architettura di virtualizzazione???!!!??? Questa è la domanda che spesso ci poniamo.
Questa sessione vi aiuta a analizzare le performance di un’infrastruttura virtuale e ad individuare quali sono i colli di bottiglia.
Analizzeremo con esempi e demo 4 aree: Processore, Memoria, Disco e Rete.
Per il processore vedremo come l’Hypervisor gestisce i processori delle Virtual Machine, quali sono gli indicatori del performance monitor che ci permettono di monitorare l’uso del processore da parte delle varie VM.
Per la memoria analizzeremo brevemente come funziona la Dinamic Memory, come monitorarne l’uso e quali sono le nuove tecnologie Hardware che migliorano le performance.
Vedremo come monitorare l’uso del disco e gli accorgimenti generici per migliorare le performance. E  analizzeremo come, negli ambienti in alta affidabilità, alcune caratteristiche del CSV vadano gestite correttamente per non avere dei cali prestazionali rilevanti.
E per ultimo vedremo come l’Hypervisor gestisce il networking, analizzando come un tuning adeguato possa migliorare decisamente le performance dell’architettura. Anche in questo campo andremo a vedere quali sono le nuove tecnologie Hardware che migliorano le performance.
La sessione terminerà con una panoramica delle nuove funzionalità di Windows Server 8 che permettono di incrementare ulteriormente le performance degli ambienti virtuali.


Cosa imparerò in questa sessione?

Dopo questa sessione sarete in grado di analizzare e monitorare le performance della vostra infrastruttura virtuale, di eseguire un tuning che migliori le performance e avrete una panoramica delle nuove tecnologie Hardware che migliorano il livello prestazionale degli ambienti virtualizzati.

Fabrizio Grossi

Fabrizio Grossi

Trainer, Consultant
iCubed
Argomenti

1. Processore
    a. Come l’Hypervisor gestisce i Processori delle VM
    b. Indicatori del performance monitor per monitorare l’uso del processore da parte delle VM
2. Memoria
    a. Dynamic Memory
    b. Monitoraggio della memoria
3. Disco
    a. Monitoraggio del disco
4. Networking
    a. Monitoraggio del networking
5. Come aumenteranno le performance delle VM in Windows Server 8 e Hyper-V 3.0
    a. Supporto Hardware
    b. ODX, Offloaded Data Transfer

System Center 2012 Virtual Machine Manager: Cloud and Service management (Hyper-V, VMWare e Xen)  |  VC45


La costruzione di una Fabric automatizzata e che implementa l’astrazione delle risorse (sessione VC44) è il passaggio di base che consente di definire un livello di gestione e astrazione ulteriore: i Cloud ossia gli ambienti autonomi di esecuzione dei servizi e delle applicazioni aziendali. System Center 2012 Virtual Machine Manager consente di definire cloud indipendenti e autonomamente, gestiti dalle diverse business unit aziendali, sfruttando le risorse virtualizzate messe a disposizione dalla Fabric sui quali instanziare Servizi e applicazioni costruiti sulla base di template e in grado di scalare automaticamente in base alle richieste di carico. In questa sessione vedremo come costruire i Cloud, delegarne l’amministrazione e come costruire un catalogo di template di Servizi da rendere disponibili alle business unit aziendali in modo che possano per attivare in modo autonomo, ma controllato, le applicazioni di cui necessitano.


Corrado Mollica

Corrado Mollica

Senior Systems Engineer & Operations Manager
Pulsar IT

Troubleshooting e Disaster Recovery di un Failover Cluster  |  VC24


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
La sessione analizza cosa fare quando ci sono problemi con un Failover Cluster.
Come primo step vedremo come certificare l’installazione del Failover Cluster usando la Cluster Validation. Parleremo inoltre di come configurare il registro eventi del cluster, il Cluster Debug Logging e di come analizzare gli eventi. Infine vedremo gli step base del troubleshooting e le principali problematiche che possono presentarsi.
E se il Troubleshooting del cluster non funziona ? Vedremo alcuni scenari di Disaster Recovery.


Cosa imparerò in questa sessione?

​Dopo questa sessione sarete in grado di analizzare gli eventi e I log del cluster e conoscerete gli step base per il Troubleshooting del cluster. Sarete anche in grado di definire e implementare delle politiche di Backup e Disaster Recovery del Cluster

Fabrizio Grossi

Fabrizio Grossi

Trainer, Consultant
iCubed
Argomenti

1. Cluster Validation e certificazione del Failover Cluster
2. Cluster Event Logging
    a. Query degli eventi
3. Troubleshooting – Step da seguire
4. Cluster Debug Logging
    a. Configurazione del Log
    b. ETL Logging
    c. Creare e analizzare il Cluster.log
5. Troubleshooting
    a. Problematiche relative alle risorse del cluster
    b. Problematiche connesse a Active Directory
    c. Backup e Disaster Recovery

Self service (AppController, DDK, Cloud Service Process Pack)  |  VC47


Una delle caratteristiche che definiscono un Private Cloud è la possibilità per gli utenti dell’infrastruttura di instanziare, in modalità self service, le applicazioni e servizi di cui hanno bisogno, scegliendoli da un catalogo e senza avere diritti amministrativi sull’infrastruttura. In questa sessione vedremo una panoramica dei prodotti disponibile per implementare portali di self service e di amministrazione in un’infrastruttura di Private Cloud basata gestita con System Center 2012.


PierGiorgio Malusardi

PierGiorgio Malusardi

Solution Architect
Pulsar IT

Network Monitoring con System Center 2012 Operations Manager   |  VC49


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
La sessione analizza le nuove funzionalità, introdotte in System Center 2012 Operations Manager, di monitoraggio del networking. E il supporto è sia multi-vendor che multi-protocollo !!!
Vedremo com’è gestito il discovery, monitoring e report della nostra infrastruttura di rete, e che informazioni possiamo utilizzare.


Silvio Di Benedetto

Silvio Di Benedetto

Owner
Inside Technologies
Argomenti

1. Discovery (supporto multi-vendor e multi-protocollo)
2. Monitor
    a. Port/interface
    b. VLAN
    c. Memoria
    d. Disponibilità della connessione / VLAN

Installazione e configurazione di un Hyper-V Failover Cluster  |  VC12


How-To
È una sessione interamente basata su demo che affronta situazioni pratiche con cui ci si deve confrontare nell'applicazione delle tecnologie di virtualizzazione
Dopo aver progettato un ambiente in alta affidabilità, vediamo come installarlo!
Tramite una demo, questa sessione vi guiderà in tutti gli step dell’implementazione di un Failover Cluster, vedremo come installarlo, come configurare il Quorum e le risorse del Cluster Group, come fare tuning delle schede di rete, come gestire le poilitiche di failover/failback delle risorse. Analizzeremo inoltre come creare/gestire una VM in alta affidabilità.
Vedremo inoltre le nuove funzionalità introdotte da Windows Server 8 e Hyper-V 3.0 per gestire gli ambienti in High Availability. Nello specifico vedremo come cambiera lo scenario con l’introduzione della Hyper-V Replica.


Cosa imparerò in questa sessione?

​Al termine di questa sessione sarete in grado di installare un cluster a 2 nodi e di eseguire una configurazione di base delle risorse.

Francesco Valerio Buccoli

Francesco Valerio Buccoli

Consultant and Trainer
iCubed
Argomenti

1. Installazione del cluster
2. Configurazione del Quorum e del Cluster Group
3. Tuning del networking
4. Gestione delle politiche di failover/failback
5. Creazione di una VM in alta affidabilità
6. Configurazione/gestione di una VM in alta affidabilità
7. Nuove funzionalità introdotte da Windows Server 8 e Hyper-V 3.0
    a. Live Storage Migration
    b. Multiple concurrent Live Migration
    c. Possibilità di Live Migration tra due server senza shared storage
    d. Hyper-V Replica

Mobile Device Management e BYOD con System Center 2012 Configuration Manager  |  VC57


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
La gestione ed il controllo di differenti device è uno degli aspetti sollevati dalla “consumerizzazione” dell’IT e dall’introduzione in azienda di dispositivi personali secondo il modello in via di diffusione anche in Italia del Bring Your Own Device (BYOD). Vedremo in questa sessione come le tecnologie di System Center 2012 Configuration Manager aiutano nella gestione di ambienti client eterogenei, spesso appoggiati su tecnologie di Desktop Virtualization (VDI), abilitando scenari di Flexible Workstyles e Flexible Workspace alla base dell’innovazione e della Intelligent Infrastructure del futuro.


David Papini

David Papini

Executive Consultant & General Manager
Pulsar IT

Configurare Clustered Shared Volume e iSCSI per un ambiente in alta affidabilità  |  VC18


How-To
È una sessione interamente basata su demo che affronta situazioni pratiche con cui ci si deve confrontare nell'applicazione delle tecnologie di virtualizzazione
La gestione dello storage è essenziale in un’ambiente in alta affidabilità, soprattutto se si vuole implementare la Live Migration.
La sessione analizza come gestire gli storage per supportare un Failover Cluster, parleremo del protocollo iSCSI, di come creare e esporre  LUN, di come mapparle sui server e come implementare la ridondanza del canale tramite Multipath.
Per implementare la Live Migration è necessario utilizzare il nuovo Clustered Shared Volume (CSV), vedremo come funziona, come configurarlo e che problematiche possono esserci in determinate condizioni.


Cosa imparerò in questa sessione?

​Al termine di questa sessione sarete in grado di configurare e gestire gli storage per supportare il Failover Cluster e sarete in grado di implementare e gestire il Clustered Shared Volume (CSV) per supportare la LiveMigration.

Andrea Mauro

Andrea Mauro

Fondatore
Assyrus
Argomenti

1. Progettazione degli storage per il cluster
2. Il Protocollo iSCSI
    a. configurazione iSCSI Target
    b. Creazione / Gestione delle LUN
    c. Configurazione iSCSI Iniziator sui server
    d. Ridondanza di iSCSI: Multipath
3. Configurazione e analisi delle varie tipologie di MultiPath
4. Clustered Shared Volume
    a. Come funziona
    b. Configurazione e gestione
    c. Redirected Mode: problematiche inerenti
5. Live Migration
    a. Funzionamento e configurazione della LM
    b. Troubleshooting della LM

Gestione del networking in ambiente Hyper-V cluster e supporto per Live Migration  |  VC08


How-To
È una sessione interamente basata su demo che affronta situazioni pratiche con cui ci si deve confrontare nell'applicazione delle tecnologie di virtualizzazione
La progettazione e la corretta configurazione del networking sono essenziali in un ambiente virtuale e lo sono ancora di più se si vuole implementare la Live Migration.
La sessione analizza come implementare correttamente un ambiente in alta affidabilità che supporti Live Migration e come configurarlo correttamente. Vedremo inoltre l’impatto che ha sul networking il Clustered Shared Volume quando lavora in redirected mode e come mitigare questo impatto.
Vedremo inoltre le nuove funzionalità relative al networking introdotta da Windows Server 8 e Hyper-V 3.0.


Cosa imparerò in questa sessione?

Al termine di questa sessione sarete in grado di progettare e configurare il networking in un ambiente cluster. Sarete inoltre in grado di gestire le schede usate per il traffico intra Cluster e per la Live Migration.

Andrea Mauro

Andrea Mauro

Fondatore
Assyrus
Argomenti

1. Progettazione del networking in ambiente cluster
    a. Schede di rete necessarie
    b. Rete Live Migration
    c. Rete Cluster Private
2. Configurazione delle schede di rete
3. Schede di rete usate dai servizi di Failover Cluster
    a. Priorità di gestione
4. Novità nel networking di Hyper-V 3.0
    a. Nuove funzionalità dei Virtual Switch
        i. Gestione della banda minima/massima garantita
    b. Supporto per il NIC teaming integrato

Virtualizzare SharePoint Server con Hyper-V  |  VC54


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
Il consolidamento dei workload applicativi in ambienti Private Cloud è uno dei "must" da perseguire in ogni Data Center e SharePoint è un target ottimale per la virtualizzazione. In questa sessione vedremo quali sono le Best-Practice da considerare nella virtualizzazione di SharePoint Server 2010. La sessione fornisce spunti per qualunque piattaforma (non solo Hyper-V), analizzando nel dettaglio le linee guida da seguire.


Cosa imparerò in questa sessione?

Cosa considerare e quali Best Practice adottare nella virtualizzazione di SharePoint.

Paolo Pialorsi

Paolo Pialorsi

Senior Consultant
DevLeap
Argomenti

1. principi per virtualizzare workload applicativi
2. pattern di utilizzo delle risorse hardware delle piattaforme di virtualizzazione
3. Best Practice per la virtualizzazione di SharePoint

Le basi della gestione di Hyper-V  |  VC52


La sessione offre un’approfondita panoramica sugli strumenti gratuiti per la gestione delle VM, sia in ambienti base che in ambienti di grandi dimensioni. Vedremo come usare Hyper-V Manager per creare/gestire VM, come gestire i VHD e gli snapshot e come esportare e backuppare le VM.
La sessione tratterà inoltre degli strumenti per la gestione remota di Hyper-V con particolare attenzione alla modalità Core e agli scenari di gestione da computer non in dominio.
Verrà analizzata la configurazione del sistema per l'utilizzo di RSAT, RDP, WinRM e si prenderanno in esame i tool di terze parti gratuiti a disposizione.


Cosa imparerò in questa sessione?

Alla fine di questa sessione sarete in grado di creare/gestire le VM, gestire snapshot e VHD, implementare strategie di backup delle VM tramite l’esportazione delle VM o le funzionalità di Windows Backup.
Inoltre sarete in grado di gestire remotamente Hyper-V tramite i tool nativi e di terze parti gratuiti. Avrete inoltre le competenze per gestire scenari gestione remota da computer non dominio e le basi per realizzare script e applicazioni che si interfacciano ad Hyper-V tramite WMI.

Ermanno Goletto

Ermanno Goletto

Admin
SysAdmin.it
Mario Serra

Mario Serra

Moderator
SysAdmin.it
Argomenti

1. Uso di Hyper-V Manager per:
    a. Creare VM
    b. Gestire VM
2. Creazione e gestione di dischi VHD
3. Snapshot
    a. Come funzionano
    b. Creare una snapshot
    c. Gestire le snapshot
    d. Quando NON usare le snapshot e perchè, in generale, NON bisogna usare le snapshot al posto del Backup
4. Gestione del backup delle VM
    a. Esportazione delle VM
    b. Uso di Windows Backup
5. Gestione Remota:
    a. RSAT
    b. Utilizzo di WinRM e WinRS
    c. Utilizzo dell'Hyper-V WMI Provider
6. Gestione tramite PowerShell

Implementazione di Hyper-V in modalità Core  |  VC01


How-To
È una sessione interamente basata su demo che affronta situazioni pratiche con cui ci si deve confrontare nell'applicazione delle tecnologie di virtualizzazione
E’ possibile implementare gratuitamente un ambiente virtuale utilizzando Microsoft Hyper -V Server R2, una versione di Windows Server 2008 R2 in modalità Core, scaricabile gratuitamente dal sito Microsoft.
Windows Server 2008 R2 in modalità core non ha l’interfaccia grafica, quindi va gestito usando i tool da linea di comando. La sessione analizza, tramite demo e esempi, come implementare questa versione e le problematiche generali di implementazione, come la gestione delle schede di rete, il cambio nome, il join al domino, l’aggiunta di ruoli. Analizzeremo inoltre le specifiche problematiche inerenti alla virtualizzazione: aggiunta del ruolo Hyper-V, creazione / gestione di macchine virtuali.


Cosa imparerò in questa sessione?

​Alla fine di questa sessione sarete in grado di occuparvi della gestione di base di un ambiente virtuale basato su Microsoft Hyper-V server in modalità Core.

Francesco Valerio Buccoli

Francesco Valerio Buccoli

Consultant and Trainer
iCubed
Argomenti

1. Utilizzo di Sconfig per la gestione generale (cambio indirizzo IP, cambio nome, join al dominio
2. Aggiunta di driver
3. Configurazione dei ruoli tramite Ocsetup
4. Configurazione del ruolo di Hyper-V
5. Creazione / gestione di VM
6. Configurazione di iSCSI
7. Gestione da remoto tramite il Remote Server Administration Toolkit (RSAT)

Automazione del Data Center con System Center 2012 Orchestrator  |  VC46


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
Uno dei principi fondamentali di un Data Center costruito secondo i paradigmi del Cloud Computing è l’estrema automazione dei processi che consente di ridurre i tempi di esecuzione delle operazioni, aumentare la predicibilità dei risultati e ridurre gli errori operativi. Orchestrator è lo strumento che in System Center 2012 consente di definire workflow procedurali automatizzati in grado di pilotare e coordinare l’azione di altri strumenti di e tool, sia della famiglia System Center 2012 sia di terze parti (IBM, HP, BMC, VMWare, solo per citarne alcune). Questa sessione pratica ci consentirà di analizzare il funzionamento di Orchestrator e la costruzione di workflow operativi (Runbook).


PierGiorgio Malusardi

PierGiorgio Malusardi

Solution Architect
Pulsar IT

Private Cloud: Principles, Concepts, Patterns  |  VC40


Un obbiettivo chiave delle organizzazioni IT è individuare dei principi e dei pattern per implementare Infrastructure as a Service, consentendo ad ogni workload ospitato di ereditare automaticamente un insieme di attributi tipici del Cloud Computing: la percezione per il “consumer” di avere a disposizione risorse a capacità infinita e costantemente disponibili per i servizi che consuma. L’utente dell’infrastruttura IT deve avere anche una chiara correlazione tra i servizi consumati e il costo degli stessi. E’ necessario per questo virtualizzare ogni elemento dell’infrastruttura e adottare un approccio organizzativo da Service Provider che richiede un’elevata maturità dei servizi di gestione. In questa sessione vedremo quali sono i principi e processi fondamentali da adottare nel disegnare e implementare un’infrastruttura per il Cloud.


PierGiorgio Malusardi

PierGiorgio Malusardi

Solution Architect
Pulsar IT

Microsoft Hyper-V: Technical Deep Dive  |  VC02


La sessione analizza le nozioni di base su Hyper-v, vedremo come funziona l’hypervisor e com’è implementato il modello per la gestione delle periferiche di I/O, come vengono gestiti i processori virtuali e gli strumenti per monitorare l’uso del processore da parte delle VM. Si analizzerà inoltre il supporto per le nuove funzionalità introdotte dai vendor Hardware.
Tra meno di un anno uscirà Windows Server 8, la nuova versione del sistema operativo e della virtualizzazione: Hyper-V 3.0. Vederemo una panoramica delle nuove funzionalità di virtualizzazione che saranno introdotte.


Cosa imparerò in questa sessione?

​Alla fine di questa sessione avrete capito come funziona l’hypervisor, sarete in grado di monitorare l’uso di risorse da parte delle VM.

Fabrizio Grossi

Fabrizio Grossi

Trainer, Consultant
iCubed
PierGiorgio Malusardi

PierGiorgio Malusardi

Solution Architect
Pulsar IT
Argomenti

1. Come funziona Hypervisor – Confronto con VMWare
2. Gestione delle periferiche di I/O - il modello VSP-VSC
3. Gestione del processore delle VM
4. Gestione del networking e Virtual Switch
    a. Supporto delle funzionalità di Teaming
    b. Supporto delle funzionalità TOE
5. Supporto per le ultime funzionalità introdotta dai vendor HW:
    a. Virtual Machine Queue / Second Level Address Translation /Power Management e Core Parking
6. Nuove funzionalità in Hyper-V 3.0
    a. Live Storage Migration
    b. Multiple concurrent Live Migration
    c. Novità nella gestione dei dischi (Boot from SAN, VHDX, Virtual Fiber Channel
    d. Funzionalità di networking avanzate (NIC Teaming, Extensible Virtual Switch)

Virtualizzare Exchange Server con Hyper-V  |  VC53


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
Il consolidamento dei workload applicativi in ambienti Private Cloud è uno dei "must" da perseguire in ogni Datacenter, ed Exchange, SQL e SharePoint, sistemi mission-critical nella maggior parte delle organizzazioni, sono un target ottimale per la virtualizzazione. In questa sessione ci focalizzeremo sulla virtualizzazione di Exchange (SQL e SharePoint vengono trattati in altre due sessioni Drill-Down), e vedremo quali sono le Best-Practice da considerare nella virtualizzazione di applicazioni server. La sessione fornisce spunti per qualunque piattaforma (non solo Hyper-V) e per qualunque applicazione (es: SAP).


Cosa imparerò in questa sessione?

Come valutare la fattibilità della virtualizzazione di applicazioni server, cosa considerare e quali Best Practice adottare nella virtualizzazione di Exchange.

Alessandro Appiani

Alessandro Appiani

Founder & CEO
Pulsar IT
Argomenti

1. principi per virtualizzare workload applicativi
2. pattern di utilizzo delle risorse hardware delle piattaforme di virtualizzazione
3. Best Practice per la virtualizzazione di Exchange Server

Virtualizzazione del desktop: VDI vs RDS  |  VC27


Le tecnologie RDS (Remote Desktop Services) e VDI (Virtual Desktop Infrastructure) di Windows Server 2008 R2 costituiscono un'importante evoluzione dei Terminal Services a supporto della virtualizzazione dei client.
La sessione punta a fornire una panoramica della virtualizzazione desktop (Session & VDI) confrontando le caratteristiche di ruoli, componenti e tecnologie, così da consentire di utilizzare al meglio le funzionalità offerte e di capire quando sia più appropriato utilizzare VDI rispetto a RDS.
Verranno anche analizzate le novità offerte dal Service Pack 1 con particolare attenzione alla tecnologia RemoteFX.


Cosa imparerò in questa sessione?

Al termine di questa sessione avrete le competenze di base per progettare un'infrastruttura basata su RDS o VDI.

Ermanno Goletto

Ermanno Goletto

Admin
SysAdmin.it
Mario Serra

Mario Serra

Moderator
SysAdmin.it
Argomenti

1. Architettura
2. Ruolo RD Session Host e VDI
3. Network Level Authentication
4. RD Easy Print
5. Remote FX
6. RD Connection Broker
7. RD Web Access
8. Ruolo RD Licensing

Scegliere lo storage per ambienti di virtualizzazione  |  VC41


Uno dei componenti fondamentali di una infrastruttura virtualizzata, forse la più importante, è lo storage.
Una scelta che, se sottovalutata in fase di disegno dell'architettura, può compromettere le prestazioni dell'intero stack, le sue caratteristiche di affidabilità generale e il TCO.
La prima parte di questa sessione è dedicata a capire il mercato e la sua evoluzione, le architetture degli storage tradizionali, quelle di nuova generazione e come gli SSD/Flash stanno cambiando le dinamiche in gioco. La seconda parte è invece pensata per offrire una visione chiara di cosa succede allo storage in un’infrastruttura virtualizzata, quali possono essere i protocolli ideali, le funzionalità da valutare con attenzione.
L'obiettivo è  quello di dare una visione generale (valida non solo per Hyper-V) e i primi strumenti per valutare la migliore soluzione per le proprie esigenze.


Enrico Signoretti

Enrico Signoretti

Fondatore e Senior Consultant
Juku consulting

Monitoring di applicazioni con System Center 2012 Operations Manager  |  VC48


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
In System Center 2012 Operations Manager è stato introdotto AviCode, uno strumento che serve a monitorare le applicazioni .NET. La sessione analizza le funzionalità di questo strumento.
Grazie a questo nuovo strumento SCOM 2012 è in grado di fare una discovery automatica delle applicazioni .NET e delle loro dipendenze, può monitorare le performance delle applicazioni dal punto di vista dell’utente e permette una diagnostica approfondita dei problemi.


Domenico Irilli

Domenico Irilli


Microsoft
Argomenti

1. Architettura di Avicode
2. Telemetry platform
3. Monitoring delle applicazioni
4. Troubleshooting delle transazioni

System Center 2012 Virtual Machine Manager: Fabric Management (Hyper-V, VMWare e Xen)  |  VC44


L’implementazione di un’infrastruttura di Private Cloud inizia con la costruzione di un’adeguata infrastruttura e con l’implementazione di sistemi e processi di automazione della gestione. System Center 2012 Virtual Machine Manager introduce molte importanti funzioni per la gestione automatizzata e per l’astrazione dell’infrastruttura (chiamata Fabric). In questa sessione vedremo come è possibile sfruttare VMM per costruire un’infrastruttura IT cloud ready con la piena di automazione e virtualizzazione di storage, risorse di calcolo e di rete, e come utilizzarlo per gestire ambienti misti Hyper-V, VMware, Xen.


Corrado Mollica

Corrado Mollica

Senior Systems Engineer & Operations Manager
Pulsar IT

Virtual Desktop Infrastructure: implementazione con Hyper-V  |  VC10


I Remote Desktop Services di Windows Server 2008 R2 hanno all’interno i componenti necessari per sfruttare la piattaforma di virtualizzazione messa a disposizione da Hyper-V per creare infrastrutture VDI. L’integrazione con tecnologie come Microsoft Application Virtualization e System Center consente di creare ambienti dinamici e di gestire in modo efficiente i pool di macchine virtuali, che possono essere resi accessibili dall’esterno della rete aziendale tramite il Remote Desktop Gateway.


Cosa imparerò in questa sessione?

L’obiettivo della sessione è fornire gli strumenti e le informazioni necessarie per l’implementazione di una infrastruttura VDI in azienda, basata su Hyper-V e i Remote Desktop Services.

Renato F. Giorgini

Renato F. Giorgini

Technical Evangelist
Microsoft
Argomenti

1. Componenti di Windows Server necessari per la creazione di una infrastruttura VDI
2. Configurazione di una macchina base VDI
3. Creazione di un pool condiviso di VM
4. Assegnazione univoca di una macchina VDI ad un utente
5. Distribuzione dinamica delle applicazioni tramite Application Virtualization
6. Pubblicazione delle macchine VDI tramite Remote Desktop Gateway
7. Uno sguardo verso il futuro e le novità di Windows Server 8

Hyper-V & Multi-site Data Center: Best Practice per High Availability e Business Continuity  |  VC05


Drill-Down
È una sessione dedicata a esplorare in modo specifico un singolo argomento, sempre con ampio uso di demo e riferimenti concreti
Le aziende si stanno orientando sempre di più su soluzioni Multi-site che garantiscano la Business Continuity. La sessione analizza le varie tecnologie e funzionalità per implementare la soluzione più indicata per  la vostra azienda.
Vedremo le best practice per implementare High Availability tra due siti (Geo-Cluster), che problematiche bisogna considerare per mettere in replica due Data Center e come implementare la Business Continuity a livello applicativo (mirror di SQL, Exchange).
Vedremo inoltre le nuove funzionalità per implementare la Business Continuity in Windows Server 8.


Cosa imparerò in questa sessione?

Dopo questa sessione avrete una panoramica delle problematiche da considerare per implementare la Business Continuity.

Fabrizio Grossi

Fabrizio Grossi

Trainer, Consultant
iCubed
Argomenti

1. Introduzione alle Soluzioni High Available e Business Continuity
2. Problematiche da considerare nella replica dati tra due Data Center
3. Best Practice per implementare un Geo-Cluster
    a. Problematiche da considerare nell’implementazione di un geo-Cluster
    b. Replica Storage Sincrona vs Asincrona
    c. Gestione del Quorum
    d. Come pubblicare i servizi garantendo la Business Continuity
4. Business Continuity a livello applicativo (SQL Mirror, Exchange)
5. Nuove feature per la Business Continuity in Windows Server 8
    a. Live Storage Migration
    b. Multiple concurrent Live Migration
    c. Hyper-V Replica
    d. Possibilità di Live Migration tra due server senza shared storage

Microsoft Private Cloud. Built for the Future. Ready Now.  |  VK01


Keynote
È la sessione in cui vengono presentati gli argomenti della conferenza e un'occasione per conoscere il team al completo
In questa keynote vedremo una panoramica dello stato dell'arte delle tecnologie Private Cloud e la visione di Microsoft per i prossimi anni.
La sessione è in lingua inglese.


Alfredo Pizzirani

Alfredo Pizzirani

Product Planning Director di Windows Server & Management
Microsoft
Anders Ravnholt

Anders Ravnholt

Program Manager System Center
Microsoft

Dalla virtualizzazione al Private Cloud  |  VK00


Keynote
È la sessione in cui vengono presentati gli argomenti della conferenza e un'occasione per conoscere il team al completo
Il mondo della virtualizzazione e del management di infrastrutture sta crescendo e sta cambiando verso un modello più evoluto e completo che prende il nome di Private Cloud. Scopo della "Virtualization Conference 2.0" è di accompagnarci in questo percorso ed in questa sessione di apertura ufficiale della conferenza vedremo insieme le istruzioni per l'uso per imparare come vivere al meglio due giornate "senza fiato".


Cosa imparerò in questa sessione?

Le terminologie, i prodotti e le tecnologie trattate dalla conferenza, ed i fondamenti per poter costruire un percorso di formazione personalizzato ed ottimale.

V-Con 2012 Team

V-Con 2012 Team

Speakers & Organization staff

A World of Connected Devices  |  VK02


Uno dei fenomeni della "consumerizzazione dell'IT" è quello dell'utilizzo sempre più frequente di dispositivi personali (smartphone, tablet, pc, ...) all'interno di aziende e organizzazioni (BYOD). Vedremo come le tecnologie Microsoft aiutano nella gestione e nel controllo di questi dispositivi per garantire protezione e sicurezza anche in scenari di Flexible Workstyle.
La sessione è in lingua inglese.


Alfredo Pizzirani

Alfredo Pizzirani

Product Planning Director di Windows Server & Management
Microsoft
Anders Ravnholt

Anders Ravnholt

Program Manager System Center
Microsoft